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lunedì 7 maggio 2018

Presentazione del blog


Arriva un giorno nella vita in cui tutto ciò che per noi fino al giorno prima rappresentava una certezza, una sicurezza, un pilastro portante su cui avevamo basato i nostri progetti, i nostri sogni, la nostra intera esistenza, svanisce.
Ci rendiamo conto quindi quanto poco basti nel corso della nostra esistenza perché tutto, ma proprio tutto cambi, e questo improvvisamente: letteralmente "dalla sera alla mattina".

Ciò può accadere in qualsiasi ambito della nostra esistenza.
Il cambiamento può riguardare la sfera affettiva in particolare quando si verifica l'interruzione di una qualsiasi relazione come un rapporto sentimentale o la perdita di una persona cara;
può coinvolgere la nostra sfera lavorativa: la modifica degli organi direzionali della società in cui lavoriamo che comporti una variazione nelle nostre mansioni, l'avvicendamento di un responsabile superiore che ci rende la vita impossibile, un licenziamento;
ma basta anche solo che il nostro vicino di casa traslochi ed al suo posto ne arrivi uno rumoroso, "odoroso" o sostanzialmente poco rispettoso del prossimo, che la nostra vita subisce trasformazioni.
 
Il termine "subisce" non è utilizzato a caso: in tutte la casistiche elencate, infatti, si tratta di eventi per lo più negativi, esterni a noi che però agiscono sulla nostra vita. Eventi che dipendono da fatti a noi estranei, da noi non voluti e che tuttavia impattano notevolmente sulla qualità della nostra vita.

Tuttavia, gli eventi possono anche avere origine dal nostro interno: una malattia che ci costringe a cambiare radicalmente i nostri comportamenti, ma anche una serie di piccoli disturbi fisici che, poco a poco, finiscono per modificare radicalmente il nostro stile di vita.

Tutti gli eventi sia interni che esterni, sia che ci travolgano improvvisamente o che si insinuino lentamente e quasi impercettibilmente nella nostra esistenza, possono essere percepiti come sopportabili e in qualche modo cerchiamo di farci una ragione cercando di adattarci al cambiamento.

Iniziamo quindi a mediare, e se la mediazione ci risulterà difficile, inizieremo a soffrire.

Fino al giorno in cui finalmente ci fermeremo, fermeremo il fracasso che ci circonda: spegneremo televisione, autoradio, walkman e suocera e finalmente ascolteremo noi stessi, quello che ha da dirci il nostro mondo interiore.
Probabilmente non sentiremo una voce che ci parlerà con calma, ma considerato tutto il tempo che non le abbiamo dato ascolto immergendoci nel fracasso, si rivolgerà a noi urlando le sue esigenze.

Solo così capiamo che una nostra esigenza irrinunciabile è ascoltre noi stessi e valutare se sia possibile trovare una mediazione con il nostro esterno e le persone che lo riempiono e laddove ci renderemo conto che per le relazioni per le quali non siano possibili medizioni: le persone che mettono a repentaglio la pace con noi stessi, ci chiameranno a decidere se valga la pena proseguire quella relazione o non sia meno faticoso abbandonarla: per salvare noi stessi.

Cambiare vita in maniera radicale signfica anzitutto prendere coscienza di quante cose inutili ci stanno letteralmente rubando il tempo che abbiamo a disposizione: dall'essere usati dalla tecnologia anziché utilizzarla, al sostenere spese per cose assolutamente inutili o ancora al perdere tempo per  mantenere relazioni negative.

Tutti aspetti della vita che consumano il limitato tempo vitale a nostra disposizione: giornate di vita che non ritornano, tempo che non rivivremo mai più. Per l'eternità. 
Fermiamoci qualche minuto a riflettere su questo concetto e comprenderemo quanto sia urgente e necessario cambiare qualcosa nella nostra vita.

E allora "CambiamoVita", appunto.
Vediamo e impariamo come in questo viaggio assieme.

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