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sabato 12 maggio 2018

Quanta vita ci consumano i Social?


  
I social o reti sociali: strumenti che ci consentono di accedere ad un’infinità di contenuti e presenti in gran numero su tutto il pianeta: quì l' elenco delle reti sociali più famose al mondo .
 Ma sappiamo usare questi mezzi a nostro vantaggio o ci facciamo travolgere da qualunque informazione o richiesta ci raggiunga?
 In sostanza siamo veramente noi a usare i social o, a pensarci bene, forse sono i social a usare noi?
 Chi utilizza questo tipo di strumenti per lavoro non consente loro di rubargli del tempo e, quando ne fa uso fuori dal lavoro, lo fa per una durata limitata e per puro svago: insomma, utiliza lui lo strumento in maniera coerente e non patologica.
 Il problema sorge quando lasciamo che i social letteralmente invadano la nostra esistenza, facendone un uso compulsivo, quasi maniacale: consultando il monitor del nostro smartphone a intervalli strettissimi, saltando ogni volta che emette un suono per dare immediata risposta ai messaggi e disperandoci quando per qulsiasi motivo “perdiamo la connessione”.
 Concedere ai contenuti sostanzialmente superflui dei social di assumere il valore di una protesi per comunicare essenziale per il nostro benessere è obiettivamente innaturale.
 Chiunque ci interpelli non avrà bisogno di ottenere una risposta in trenta secondi e non è poi così importante sapere tutto ciò che fanno le nostre amicizie: sono informazioni delle quali possiamo fare tranquillamente a meno e senza le quali non cambia nulla nella vita, nostra o loro.
Se non fosse così, avremmo bisogno di un medico.
 Tuttavia non tutti riusciamo a gestire l’utilizzo di strumenti tanto potenti con il giusto distacco da farcela a non esserne utilizzati.
Senza rendercene conto, poco a poco, un bel giorno ci troviamo in una situazione di dipendenza da Social e ci scopriamo a leggere testi su argomenti che non abbiamo cercato, per i quali non nutriamo alcun effettivo interesse e che dimentichiamo qualche secondo dopo averne scorso con il pollice il testo che leggiamo distrattamente.
 Quando realizzeremo che stiamo consumando la nostra esistenza attaccati ad uno schermo di uno smartphone, e che nessuno più ci restituirà il la vita che stamo letteralmente buttando, il più sarà fatto.
 Reimpossessarci della nostra libertà è un percorso che all’inizio richiede una discreta forza di volontà: uno sforzo però necessario per interrompere le abitudini ripetitive che con il tempo si sono radicate fino a trasformarsi in vere e proprie dipendenze comportamentali.
 Cerchiamo quindi di cambiare il modo di utilizzare i nostri devices: scegliamo di seguire pagine che ci aiutino ad affrontare aspetti pratici della nostra esistenza e non quelle che contengono notizie che altri vogliono che ci interessino e che leggiamo solo per noiosa curiosità impiegando inutilmente il nostro tempo.
 La vita è troppo preziosa per essere dispersa su uno schermo senza avvertire che l’intero creato ci ruota attorno mettendosi in mostra per attirare la nostra attenzione.
 Invertiamo l’ordine delle cose: mettiamo la tecnologia al nostro servizio, serviamocene e non serviamola: liberiamoci da questa schiavitù. Utilizziamo la tecnologia solo quando ne abbiamo effettivamente bisogno solo per sempllificarci l’esistenza e per il tempo strettamente necessario a soddisfare le nostre esigenze. E basta.
 Cambiamo vita.

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