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sabato 26 maggio 2018

Vivere fino all’ultimo respiro


 

Se è vero che l’universo ha quattordici miliardi di anni, significa che tutti noi abbiamo atteso per un tempo immenso durato quattordicimila milioni di anni per poter iniziare a compiere la nostra esperienza di vita, che durerà poche decine di anni e una volta conclusa sarà irripetibile per l’eternità.

 Il privilegio che abbiamo è di avere una finestra di qualche lustro  per vivere un’esperienza unica e straordinaria che ci permette di prendere coscienza della nostra esistenza e dell’esistenza del tutto per poi tornare nell’oblio eterno.

 La nostra vita è quindi un’occasione unica ed irripetibile troppo preziosa per permetterci di dissiparla, consumarla, sciuparla: è un’esperienza eccezionale che vale la pena di vivere in ogni suo attimo, profondamente e intensamente.
  Considerazioni che non riguardano solo alcuni: tutti siamo tra noi contemporanei, accomunati dal vivere lo stesso frammento di tempo; qualunque persona oggi conosciamo, incontriamo o solo abbiamo la fortuna di incrociarne lo sguardo, dal neonato all'anziano, abbiamo la certezza che tra cento anni non esisterà più. Consegnata all'eternità.

 Se riconsiderassimo la nostra esistenza alla luce di questi presupposti, ci renderemmo immediatamente conto del valore immenso di ogni singolo secondo vissuto e da vivere: realizzeremmo che ogni singolo istante di vita per noi è unico e irripetibile. Per sempre.

 E allora perché consumare il nostro tempo facendo cose che non ci piacciono, che non ci edificano, o peggio che ci distruggono: un lavoro che non ci appaga; passare ore o giorni o addirittura mesi litigando; cedere a sentimenti negativi come il risentimento, la rabbia, l’odio, o che ci consumano come l’invidia o l’orgoglio.

 Pensiamo come spendiamo ciascun secondo di ogni nostra giornata e come consumiamo il poco tempo che abbiamo a disposizione in qualsiasi attività umana, dal sonno ristoratore al lavoro appagante.

Esercitiamoci a capire se il tempo che stiamo spendendo, lo stiamo impiegando per attività che lo meritano; chiediamoci se stiamo edificando o se solo stiamo consumando la nostra esistenza. Domandiamoci se una volta giunti al termine della nostra esistenza avremo raccolto conoscenze ed esperienze positive da trasferire al nostro prossimo, ai nostri contemporanei, perché possano a loro volta farne tesoro e migliorare la loro esistenza.

 Cambiamo vita: questa brevissima, unica, eccezionale esperienza che ci è concesso vivere deve essere vissuta fino all’ultimo respiro perché non la apprezziamo solo quando realizziamo che è già trascorsa e non la possiamo più rivivere, solo quando ci accorgiamo che l’abbiamo consumata senza più avere una seconda possibilità. Facciamo solo ciò che veramente ci piace e ci interessa: per quanto possibile curiamo e coltiviamo rapporti e sentimenti positivi; scegliamo persone interessanti, positive per tessere rapporti umani veri; accontentiamoci e godiamo di ciò che abbiamo e non bruciamo il tempo concessoci per guadagnare denaro e spenderlo per acquistare oggetti il cui possesso alla fine non ci appaga o, peggio, che destiniamo direttamente alla discarica. Realizziamo che le cose migliori sono gratuite e impariamo ad alzare lo sguardo dalla strada, dalla scrivania o dallo smartphone per renderci conto che il tutto è a nostra disposizione gratuitamente: smettiamo di passare la nostra esistenza ingarbugliati in problemi e preoccupazioni per lo più inesistenti che ci rendono incapaci di realizzare che ci siamo infilati in una “ruota del criceto” che ci fa correre e correre rimanendo sempre nello stesso punto.

 Cambiamo vita: scegliamo di fare solo le cose che ci appagano e ci rendono positivi e di conseguenza felici e che, in definitiva, nell’equilibrio delle regole, ci fanno stare bene. Viviamo questa vita, unica e irripetibile, pienamente.

 Fino all’ultimo respiro.

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